Montalto di Castro - Guida Turistica

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 Piccole piazze, vicoli sovrastati da archi, mura di cinta, lo stesso assetto urbanistico del centro storico evidenziano con particolare suggestione l'origine medioevale. L'abitato è dominato dal Castello Guglielmi, il cui nucleo più antico è costituito dall'imponente torre quadrangolare. Costruito probabilmente nel XV secolo dagli Orsini, come ricordato dalla lapide posta sulla torre, il castello subì in seguito numerose ristrutturazioni. Alla fine del XVIII secolo venne rialzato di un piano e nel secolo scorso vennero aggiunte la loggia e la merlatura attuale. Percorrendo via Vulci si giunge a una porta ricavata nel tratto settentrionale delle mura; da qui si accede alla piazza Felice Guglielmi, su cui prospetta la facciata neoclassica di Santa Croce. L'interno è a navata unica e al di sopra dell'altare, custodito entro una teca in vetro, si conserva un pregevole dipinto, raffigurante "La Madonna della Vittoria". Percorrendo via Soldatelli si giunge davanti alla bella facciata settecentesca della chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta.
  L'edificio mostra sopra il portale di travertino lo stemma di Papa Pio VI Braschi che ne promosse il completo rifacimento nel 1783. L'interno, a unica navata, è decorato con interessanti dipinti della fine del XVIII secolo. In una teca, sulla destra, sono conservate le reliquie di Quirino e Candido, santi patroni di Montalto. In piazza Giacomo Matteotti si trova il Palazzo del Comune. La struttura, sorta in origine come convento francescano, venne successivamente trasformata in fortezza dai Farnese e inglobata nella cinta muraria. Fuori del centro storico, in prossimità della via Aurelia, si incontrano le settecentesche fontane delle Tre Cannelle e del Mascherone, entrambe con lunghe epigrafi sormontate dallo stemma del Comune. Lungo la strada per Marina di Montalto si può notare, sulla sinistra, la chiesa di San Sisto, costruita dai frati Agostiniani forse nel XIII secolo, e in seguito trasformata prima in lazzaretto e quindi in ospedale. Percorrendo l'Aurelia, dopo aver superato la frazione di Pescia Romana, si arriva al Palazzo del Chiarone, l'ex dogana pontificia. Munito di circa 90 stanze, con tanto di appartamento papale, stalle e prigione, risulta oggi, purtroppo, completamente abbandonato. Nei dintorni del centro abitato è possibile ammirare i settecenteschi Archi di Pontecchio. Infine, nei pressi del Castello della Badia (Vulci) è conservato il Casale dell'Osteria, pregevole esempio di architettura colonica risalente al tempo della riforma fondiaria.
  Sulla sponda sinistra del Fiora si erge il maestoso Castello dell'Abbadia, posto a controllo dell'ardito ponte di impianto etrusco, che la leggenda vuole costruito in una notte dal Diavolo. La fondazione del castello si fa risalire al secolo XI ma il suo nome rimanda ad un'antica chiesa, quella di S.Mamiliano, citata in un documento dell'anno 809 d.C. Nel XIII secolo il Castello fu forse di proprietà dei Templari: intorno ad esso si andò creando un abitato che, agli inizi del Trecento, contava ben 96 famiglie. Fu poi di proprietà degli Aldobrandeschi e dei Farnese, ed ancora di Luciano Bonaparte e Alessandro Torlonia. Dal 1975 il Castello è sede del Museo Archeologico di Vulci. Nell'ampio cortile sono collocate sculture ed elementi architettonici funerari prevalentemente di epoca etrusca. Il piano terra è dedicato al periodo più antico della storia di Vulci, con reperti che vanno dal X all'VIII secolo a.C.: numerose urne cinerarie, importanti vasi geometrici, e suggestive sculture in nenfro. Nelle sale del piano superiore sono di particolare interesse i corredi della Tomba dei Soffitti Intagliati e della Tomba della Panatenaica (VII-VI secolo a.C.), con raffinati balsamari, anfore e kyliches attici, vasi etrusco-corinzi e i più tipici buccheri. L'ultima sala espone reperti provenienti dall'area urbana, come i numerosi ex voto anatomici, e interessanti testimonianze di epoca romana, tra i quali una statua in terracotta raffigurante Ercole seduto.
  La biblioteca è stata istituita dall'Amministrazione Comunale nel 1985. Un tempo aveva sede nel centro storico, in Via Trento e Trieste, in locali particolarmente suggestivi decorati con numerosi affreschi. Successivamente, per la sopravvenuta inagibilità dei locali, è stata trasferita al piano terreno dell'edificio denominato Regina Pacis - Via Tirrenia n. 1. La "Biblioteca Comunale" è ormai più di un archivio da consultare, è un luogo aperto di incontro, di attività culturali, di mostre, ecc..E' su questa strada che abbiamo deciso di far incamminare il progetto della biblioteca comunale di Montalto di Castro, una biblioteca che basando le fondamenta nelle proprie radici storiche sappia contemporaneamente essere la nuova piazza dove tutti i cittadini si incontrano e dove possono conoscere e produrre cultura. I libri sono disposti su scaffali per MATERIA secondo il sistema decimale ideato da Melvil Dewey ed il servizio di prestito è completamente gratuito. La nostra biblioteca è inserita nell'Organizzazione Bibliotecaria Regionale (OBR).